GLI STUDENTI DEL “CEVOLANI” METTONO IN SCENA L’UTOPIA DE “GLI UCCELLI”

GLI STUDENTI DEL “CEVOLANI” METTONO IN SCENA L’UTOPIA DE “GLI UCCELLI”

 Una fuga dalla vita quotidiana, con le sue corruzioni, minacce, insicurezze, costrizioni. Per andare dove? “A quel paese”, “un posto tranquillo” in cui ricominciare la vita da capo, costruendo lo stare insieme su basi nuove e isolando il mondo esterno con un alto muro. Chi, tra i “mortali infelici”, non ha desiderato almeno una volta, ieri come oggi, una siffatta fuga verso ipotetiche “isole Beate”?

Di questo anelito profondo dell’inquieto animo umano ci hanno parlato i ragazzi del Liceo “Cevolani” che sabato 27 maggio, al termine dell’ottava edizione del Laboratorio di teatro “La ginnastica dello spirito”, hanno messo in scena “Gli uccelli” di Aristofane alla Pandurera di Cento.

Atene, 414 a. C.: la città attraversa una delle fasi più tormentate della sua storia politica e sociale. La gloriosa democrazia è in crisi. La commedia trasfigura le diffuse sensazioni di insicurezza, paura e sfiducia, con la potenza visionaria di un sogno: i due protagonisti vanno a vivere nel mondo degli uccelli per lasciarsi alle spalle le amarezze, le paure, le disonestà del mondo degli uomini “che non hanno mai buone intenzioni”. La città di Nubicuculia nasce sotto i migliori auspici, sintetizzati nel suo celeste, etereo nome. Gli uccelli, con mirabile lavoro di squadra, si mettono al lavoro per costruire il muro che la renderà una “fortezza inespugnabile”. Ma i lavori non sono ancora terminati che già la realtà comincia a rivelarsi ben diversa dal sogno: la città nascente è subito assediata da una serie di approfittatori, venditori di fumo a caccia di fortuna e da uomini senza scrupoli che vorrebbero cogliere l’occasione per realizzare obiettivi turpi e tristemente sempreverdi: uccidere per impadronirsi di ricchezze o ricacciare indietro gli stranieri prima ancora che si avvicinino alla città. Gli dei stessi finiranno per cedere alla corruzione. Vinti dalla fame, perché il fumo dei sacrifici non sale più a loro, ma agli uccelli, basterà la promessa di qualche arrosto per convincerli a concedere al protagonista Pisetero la mano di Sovranità che garantirà buon governo, soldi, fortuna. Il mondo puro di Nubicuculia finisce dunque corrotto dalle consuete ineliminabili inclinazioni dell’animo umano.

Anche quest’anno la performance degli studenti si è dimostrata all’altezza delle aspettative maturate dal pubblico dopo le precedenti sette edizioni: gli studenti hanno recitato con competenza e passione, dimostrando la serietà della loro preparazione ed emozionando gli spettatori. L’allestimento curato dal regista - attore Massimo Bagliani e dal professor Claudio Ricci, ha mantenuto intatto il valore storico dell’opera, pur concedendo qualche battuta e qualche trovata al gusto degli spettatori, anche giovanissimi, di oggi. I vivacissimi costumi e le maschere realizzate dagli stessi studenti hanno reso la rappresentazione ancora più coinvolgente.

Il percorso alla scoperta di se stessi attraverso il teatro non si ferma qui: l’appuntamento è dunque per il prossimo anno scolastico con un nuovo allestimento.

La registrazione  video dello spettacolo si può vedere qui https://www.youtube.com/watch?v=UksO8Kp3cjs